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Torna l’ora solare: dobbiamo cambiare la routine dei bambini?

Il 25 ottobre le lancette tornano indietro e arriva il dubbio: «Si sveglierà ancora prima?». Vediamo cosa può succedere al sonno dei bambini e come accompagnarli, senza stravolgere una routine che funziona o tenerli svegli a tutti i costi.

Il 25 ottobre sposteremo le lancette un’ora indietro. Come accompagnare i più piccoli senza stravolgere una routine che funziona.

“Ma se si sveglia già alle sei, adesso si sveglierà alle cinque?”

È una delle prime domande che mi fanno i genitori quando si avvicina il cambio d’ora. Magari avete appena trovato un equilibrio e temete di dover ricominciare tutto da capo.

Se avete una routine consolidata e adatta al vostro bambino, spesso bastano pochi accorgimenti. Il passaggio può essere più naturale di quanto immaginiamo.

Serve prepararsi in anticipo?

Io partirei dall’osservazione, senza modificare per forza gli orari nei giorni precedenti. Non sappiamo ancora come reagirà: potrebbe svegliarsi prima, cercarvi un po’ di più oppure attraversare il cambiamento senza particolari difficoltà.

Qualche risveglio in più non significa automaticamente che ci sia un problema del sonno.

E soprattutto, non lo terrei sveglio più a lungo sperando che dorma di più la mattina. Arrivare allo sfinimento non garantisce una notte più lunga e può rendere più faticoso l’addormentamento.

E se si sveglia prestissimo?

Proverei ad accompagnarlo di nuovo al sonno, mantenendo un ambiente tranquillo. Se però non si riaddormenta e la giornata comincia, ne terrei conto.

Potrebbe aver bisogno di anticipare il primo riposino, il pranzo, gli altri momenti di riposo, il powrnap e la nanna serale. Non occorre spostare tutto automaticamente di un’ora: guardiamo come sta durante la giornata.

La routine è un riferimento, ma deve poter accogliere la sua stanchezza. Gli orari potranno poi ritrovare gradualmente il loro equilibrio.

Con un neonato è diverso

Un neonato di poche settimane non ha ancora ritmi consolidati come quelli di un bambino più grande: l’alternanza tra sonno e veglia è in maturazione.

Possiamo offrirgli piccoli rituali e gesti familiari, continuando a rispondere alla fame, alla stanchezza e al bisogno di contatto, senza cercare di adattarlo all’orologio.

Potrebbe aver bisogno di te un po’ di più

In questi giorni può capitare che il bambino cerchi più presenza o rassicurazione durante i risvegli. Accogliere questo bisogno non significa perdere le abitudini costruite insieme.

A una mamma direi questo: partiamo da ciò che funziona, osserviamo il bambino e facciamo gli aggiustamenti che servono, quando servono.

L’orologio cambia in una notte. Voi potete prendervela con più calma.